Timothy Dexter: il riccone che partecipò al suo funerale e scrisse un libro senza punteggiatura

Avete mai sentito parlare di Timothy Dexter? Probabilmente no. Ed è un peccato perché la sua storia di uomo d’affari è meravigliosa.

Timothy Dexter nasce il 22 gennaio 1747 a Malden, nel Massachusetts. A 8 anni iniziò a lavorare nei campi come bracciante agricolo mentre a 16 diventò l’apprendista di un parrucchiere di città. A 22 anni sposa la ricca vedova Elizabeth Frothingham e riesce a comprare una villa.

Accumula una piccola fortuna dopo la Guerra d’indipendenza americana (1775–1783), costruisce due navi e inizia un’attività di esportazione nelle Indie occidentali e in Europa.

Dexter aveva un senso degli affari molto particolare. Non aveva certamente fiuto ma solamente una grande fortuna. Un esempio? Portò dei guanti di lana nelle Indie Occidentali, una zona tropicale. Un’idea assurda… eppure. Gli asiatici li comprarono per esportarli in Siberia.

E ancora. Esportò un carico di Bibbie verso le Indie Orientali, una zona decisamente poco cattolica. Eppure. Vennero acquistate dai missionari. Un commercio di gatti? Sì certo, verso i Caraibi dove gli abitanti furono entusiasti di avere una soluzione naturale contro la grave infestazione dei topi.

Insomma, affari eccentrici. Ma probabilmente tutto faceva parte del suo carattere. Ad un certo punto Timothy Dexter cominciò a far circolare la voce che la moglie Elizabeth era morta. La donna che si vedeva nella villa? Semplicemente il suo fantasma. Ovviamente la signora Dexter era viva e vegeta.

Dopo lo scherzetto alla moglie, l’uomo decise di spingersi oltre e decise di fingersi morto per assistere al suo funerale e vedere la reazione della gente. E così circa 3000 persone parteciparono alla veglia. La villa era piena di gente… e ad un certo punto arrivò Dexter. Era molto arrabbiato perché la moglie non aveva pianto e la picchiò con un bastone.

Nel 1802 uscì il libro capolavoro di Timothy Dexter dal titolo A Pickle for the Knowing Ones or Plain Truth in a Homespun Dress, un tomo di 8.000 parole dove si lamentava dei politici, del clero e della moglie. Dexter decise di non usare nessun tipo di punteggiatura ma raccolse punti, virgole e quant’altro in una pagina alla fine del libro con una semplice istruzione: i lettori potevano distribuire i segni come volevano.

La prima edizione fu distribuita gratis ad amici e conoscenti ma il libro diventò talmente popolare che venne ristampato 8 volte.

Timothy Dexter morì, questa volta davvero, il 23 ottobre 1806. Aveva 59 anni.

Le recensioni più divertenti dei film scritte su Amazon

Ormai tutti sono critici cinematografici e tutti postano online le loro recensioni e i commenti sui film. Su Facebook, su Twitter, persino su Amazon. Da qualche anno Joe Grabinksi ha raccolto le recensioni Amazon più esilaranti sul suo profilo Twitter “Amazon Movie Reviews” che ha attualmente 209mila followers.

Il sito BusinessInsider ha chiesto a Grabinksi di raccogliere i suoi preferiti… e noi ne abbiamo scelti una dozzina. Divertitevi.

(Devo ammettere che il commento su Shining non è del tutto senza senso…)

The Wolf of Wall Street (2013)
Joe: non c’è nessun lupo nel film

Titanic (1997)
Mike: oh sì, come se una nave così grande potesse veramente affondare

Big Hero 6 (2014)
Cliente Amazon: Dove sono i film dall’uno al cinque?

Monsters & Co. (2001)
Joe: troppi mostri

Trappola di cristallo (1988)
Cliente Amazon: Ho comprato il dvd per mio figlio di 3 anni e sono rimasto scioccato nel vedere così tanta violenza

Shining (1980)
Wayne: non posso credere che un hotel del Colorado chiuda in inverno durante la stagione sciistica

Edward Mani di Forbice (1990)
Marcel: Edward ha delle forbici al posto delle mani ma nessuno spiega mai il perché

Free Willy: Escape from Pirate’s Cove (2010)
Pauljolly65: quante volte Willy dovrà essere liberato per essere finalmente libero?

Magic Mike (2012)
Cliente Amazon: non c’è assolutamente niente di magico in questo film. Un’enorme delusione.

Independence Day (1996)
Matt: ho perso il dvd durante il divorzio.

La passione di Cristo (2004)
Leslie: non sapevo che fosse in spagnolo!

Happy Feet (2006)
Jeff: i pinguini non dovrebbero parlare

Teorie cinematografiche: E.T. è uno Jedi di Star Wars

Ok, E.T. è un extraterrestre. Ma vi siete mai chiesto da dove proviene? Io, sinceramente, no. Eppure ho visto il film decine di volte ma niente, lo stupore e la commozione prevalevano sulle domande.

Dopo la teoria sul mondo di Harry Potter, ecco un’altra ipotesi cinematografica affascinante: E.T. appartiene al mondo di Star Wars.

Se vi ricordate, nel film di Steven Spielberg del 1982 c’è un piccolo omaggio a Guerre Stellari durante la scena ambientata ad Halloween quando E.T. (mascherato da un improbabile fantasma) incontra un bambino vestito da Yoda. E.T. sembra riconoscerlo tanto da andargli incontro e ripetere più volte Casa, Casa, Casa! Un momento divertente, è vero. Ma voi cosa avete pensato ai tempi? Niente. Infatti.

Poi, nel 1999, esce al cinema Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma e in una scena ambientata durante una seduta del Senato Galattico intravediamo degli esseri identici al nostro amato E.T.

Facciamo 2+2: la saga di Star Wars si svolge tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana quindi forse davvero E.T. conosceva Yoda, e forse E.T. stesso era uno Jedi. Del resto, pensateci bene: forse il nostro piccolo alieno usava la Forza per far volare la bici di Elliott!

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I lavori più strani degli attori di Hollywood prima di diventare famosi

Prima di diventare star di Hollywood, attori e attrici hanno avuto lavori “normali” e occupazioni un po’ meno ordinarie. Il sito Listal ci delizia con una bella classifica a tema. Qual è il mestiere più strano?

– Brad Pitt: pubblicizzava la catena di ristoranti El Pollo Loco vestito da pollo gigante.

– Tom Cruise: consegnava giornali porta a porta.

– Johnny Depp: vendeva penne per telefono.

– Christopher Walken: domatore di leoni in un circo.

– Sean Connery: ha lavorato come lattaio.

– Jon Hamm: scenografo per film porno.

– Hugh Jackman: faceva il clown per le feste di bambini.

– Patrick Dempsey: è stato un giocoliere di successo, ha partecipato anche a diverse gare nazionali.

– Harrison Ford: falegname.

– Sylvester Stallone: domatore di leoni.

– Robin Williams: mimo di strada.

– Matthew McConaughey: puliva i pollai.

– Jim Carrey: bidello.

Oh, quanto avrei voluto Jim Carrey come bidello!

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Innamorarsi: perché scegliamo gli amanti che scegliamo (gli 11 motivi spiegati dalla psicologa)

Cos’è l’amore? Perché ci innamoriamo? E perché ci innamoriamo di certe persone? La psicologa Ayala Malach Pines , della School of Management dell’Università Ben Gurion del Negev di Israele, ha provato a rispondere a queste domande nel libro Falling in Love: Why We Choose the Lovers We Choose (Innamorarsi: perché scegliamo gli amanti che scegliamo) ed è giunta alla conclusione che, in teoria, esistono 11 punti e motivi per cui facciamo certe scelte d’amore.

1. Stesse personalità, atteggiamenti e comportamenti. Gli opposti si attraggono? Naa.

2. La vicinanza geografica. Secondo la dottoressa gli amori a distanza non funzionano.

3. Il desiderio di certi aspetti fisici e caratteriali.

4. L’affetto reciproco. Gli stalker non sono contemplati, grazie.

5. La soddisfazione dei proprio bisogni.

6. L’eccitazione fisica ed emotiva.

7. L’approvazione della famiglia e degli amici.

8. Particolari specifici che noi amiamo nell’altro: gli occhi, la voce, il modo di muoversi.

9. La voglia e la facilità di una relazione romantica. Perché una notte di sesso non è abbastanza.

10. L’opportunità di stare insieme da soli. Serve spiegare il perché?

11. Il mistero. Un piccolo e innocuo enigma rende tutto più interessante.

Pensate alla vostra storia d’amore, vi ritrovate in tutti i punti?

Fonte: Curiosity

Gli animali fatti di cerchi di Dorota Pankowska

Sapevate che il logo di Twitter è stato creato usando dei cerchi?

Proprio da questa base è partita la graphic designer Dorota Pankowska, in arte Dori, nel suo progetto
13 Animals Made From 13 Circles: dal gufo al coniglio, passando per il cane, il gatto, l’elefante e la scimmia. Cerchi, colori e talento.

Cliccate su ogni immagine della galleria e scoprirete come sono stati realizzati. Ora prendo matita, compasso, pastelli e ci provo anch’io!

Raquette Lake Camp: il campo estivo per bambini ricchi, molto ricchi

Si avvicina l’estate e forse state pensando di mandare i vostri figli in un campo estivo. Se amano le esplosioni potete spedirli al Summer Explosives Camp (non sto scherzando) ma se volete qualcosa di più chic e classico c’è l’esclusivo Raquette Lake Camp sui monti Adirondack dell’America del Nord.

Attenzione, quando dico esclusivo non uso una parola a caso. Il campo è nato nel 1916 ed è decisamente costoso. Nel 2012 il prezzo base per l’estate era di 11.400 dollari.

Perché questo prezzo folle? I 450 ragazzi, dai 6 ai 16 anni, hanno abbigliamento completo a disposizione, allenatori sportivi olimpionici e supervisione 24 ore su 24, lezioni di tennis ogni giorno, un programma equestre, la possibilità di fare sport acquatici come vela, sci d’acqua e moto d’acqua. Ogni settimana poi un gruppo di ragazzi organizza uno spettacolo con l’aiuto di registi di Broadway e off-Broadway, vocal coach e costumisti.

Tutto il cibo servito al campo è preparato da cuochi specializzati e non esistono prodotti in scatola!

Sono vietati prodotti elettronici: cellulari, videogiochi e persino asciugacapelli.

Siete interessati? Non basta pagare. Perché entrare nel campo non è facile. Bisogna passare attraverso una specie di selezione e molti finiscono in una lista d’attesa. Il personale si assicura poi di non avere campeggiatori della stessa scuola o città, per dare ai ragazzi la possibilità di fare nuove amicizie.

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Non guarderai mai più la luna nello stesso modo

La Luna è meravigliosa ed è affascinante anche vista da quaggiù. Ma ora la NASA ci offre un modo per vederla in modo più dettagliato con il sito GigaPan, dove puoi avvicinarti e osservare persino i crateri più piccoli.

L’idea è stata realizzata da Sean Doran, capo ingegnere fotografico della NASA. Cliccate sul sito e fate un giro, non ve ne pentirete!

Le lampade di pane (vero) di Yukiko Morita

Sì, avete letto bene: lampade di pane. La giovane designer giapponese Yukiko Morita ha creato delle splendide lampade con il pane vero.

Morita prima di tutto prepara pane, brioche, pasticcini e dolci in modo assolutamente normale con farina, sale e lievito. Li cuoce, li svuota e poi li ricopre di una resina speciale. Aggiunge poi la lampadina a LED e… TADAM! Non sono bellissime?!

La collezione Pampshade è in vendita sul sito ufficiale. Alcuni modelli sono a batteria, altri con il filo. Dal momento che il pane è vero, ogni lampada è unica nel sua genere, diversa dall’altra.