Il mistero del doppelganger di Abraham Lincoln

Il termine Doppelgänger (letteralmente “doppio viandante”) si riferisce al sosia o al doppio di una persona, specialmente se si parla di un “gemello cattivo”. Secondo alcune leggende vedere il proprio doppelganger è un presagio di sfortuna, di grave malattia o addirittura di morte.

Cosa c’entra questo con Abramo Lincoln? Il famoso presidente era un uomo onesto e affidabile ma molto superstizioso e credeva nel paranormale.

Un misterioso avvenimento riguardante un doppelganger venne raccontato dallo stesso Lincoln al giornalista Noah Brooks e riportato poi nel testo Washington in Lincoln’s Time del 1895. Il presidente riferì l’accaduto anche alla moglie Mary Todd e al suo segretario privato John Hay, persone di cui si fidava ciecamente.

“È accaduto poco dopo la mia elezione nel 1860: ero abbastanza stanco e sono andato a casa a riposare, buttandomi su un divano. Di fronte a dove giacevo c’era uno specchio e, guardando in quel vetro, mi vidi riflesso quasi in tutta la lunghezza ma la mia faccia aveva due immagini distinte e la punta del naso di una si trovava a circa tre pollici (7 centimetri, ndr.) dalla punta dell’altra. Ero un po’ preoccupato, forse sorpreso, mi alzai e guardai di nuovo ma l’illusione era scomparsa. Mi sdraiai e la rividi per la seconda volta, e notai che uno dei volti era un po’ più pallido – diciamo cinque sfumature – rispetto all’altro. Mi alzai, l’effetto svanì e me ne andai, e nell’eccitazione dell’ora dimenticai tutto – ma non del tutto, perché ogni tanto il pensiero mi assaliva. Pochi giorni dopo rifeci l’esperimento e la ‘cosa’ tornò di nuovo; in seguito non sono mai più riuscito a riportare indietro il fantasma, anche se una volta ho cercato con molta diligenza di mostrarlo a mia moglie, che era piuttosto preoccupata”.

La storia venne anche riportata nella biografia scritta da Carl Sandburg del 1926:

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11 strane e misteriose curiosità sull’inquietante morte di Edgar Allan Poe

Dici Edgar Allan Poe e pensi a letteratura horror, thriller, brividi, mistero. Ma forse non sapete che anche la sua morte a soli 40 anni (il 7 ottobre 1849) è avvolta nel mistero. Oggi vi raccontiamo 11 curiosità poco conosciute sulla sua scomparsa.

1. Una settimana prima della sua morte un dottore gli aveva consigliato di non viaggiare. Un amico medico di nome John Carter gli consigliò di rimanere a Richmond qualche altro giorno prima di partire per il viaggio che doveva portarlo a Filadelfia per lavoro. Eppure lo scrittore partì lo stesso.

2. Il 3 ottobre 1849 lo scrittore fu ritrovato per le strade di Baltimora “bisognoso di immediata assistenza”. Delirava e non indossava i suoi vestiti.

3. Poe fu portato all’ospedale, entrò in coma, si svegliò ma morì domenica 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino. Non fu mai in grado di spiegare ai medici cosa fosse successo.

4. Il medico curante di Poe, John Moran, gli chiese dove aveva lasciato il bagaglio, ma Poe non ricordava niente. Qualche settimana dopo suo cugino trovò un bagaglio a Baltimora e un baule a Richmond.

5. Alcuni sostengono che Poe, prima di morire, continuasse a nominare “Reynolds” ma nessuno sapeva a chi si riferisse.

6. Il certificato di morte non è mai stato ritrovato. La causa del decesso è ancora oggi un mistero. Le ipotesi sono tantissime: delirium tremens, cardiopatia, epilessia, sifilide, meningite, colera, rabbia, congestione del cervello o infiammazione cerebrale.

7. Quattro giorni prima della sua morte, Poe fu visto in un seggio elettorale durante le elezioni comunali di Baltimora. Si trattava probabilmente di frode (denominata “cooping”): le vittime venivano drogate e costrette a votare in un seggio elettorale dopo l’altro.

8. Dopo la sua morte molti ammiratori di Poe sono riusciti ad avere un ciuffo dei suoi capelli. L’amico Joseph Snodgrass ha tagliato una ciocca che ora è di proprietà del Museo Poe di Richmond.

9. Rufus Wilmot Griswold, nemico personale e professionale di Poe, scrisse il necrologio che apparve su un giornale. Lo ritraeva come un drogato di oppio, pazzo e ubriaco. Inoltre sottolineò che basava la sua letteratura sulle esperienze personali.

10. I cugini di Poe lo seppellirono il giorno dopo la sua morte. I partecipanti alla cerimonia erano solo 7 persone.

11. Nel 1860 la medium Lizzie Doten pubblicò alcune poesie e sostenne che le fossero state dettate dal fantasma di Poe.

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I mostri giapponesi disegnati da Gojin Ishihara

Gōjin Ishihara (1923-1998) è un artista giapponese noto per le sue bellissime illustrazioni di numerosi libri per bambini realizzati negli anni Settanta. Oggi vi mostriamo 12 disegni tratti da Il libro illustrato dei mostri giapponesi (Illustrated Book of Japanese Monsters) del 1972. Macabri e meravigliosi.

Quei tacchini inquietanti e il gatto morto

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Guardate il video qui sotto. 18 tacchini si muovono ritmicamente in cerchio attorno ad un gatto morto. E’ davvero inquietante. Un biologo ha spiegato che probabilmente si tratta di una sorta di ispezione, per controllare se l’animale è un predatore o meno. Secondo me è un rito di stregoneria per riportare in vita il povero gatto sfortunato. Non so se abbia funzionato, ma questa scena è perfetta per un film horror.

La storia di Olive Thomas, il fantasma del New Amsterdam Theatre

OLIVE THOMAS

Olive Thomas (all’anagrafe Oliva R. Duffy) nasce il 20 ottobre 1894 ed è conosciuta come attrice del cinema muto e diva delle Ziegfeld Follies. Ma torniamo un attimo indietro: a 16 anni Olive sposa Bernard Krug Thomas ma divorziarono due anni dopo. Olive, a questo punto, decide di trasferirsi a New York dove trova lavoro in un grande magazzino. Ma nel 1914 tutto cambia quando Olive vince il concorso de La più bella ragazza di New York e viene notata dal famoso impresario Florenz Ziegfeld che la inserisce nelle Ziegfeld Follies, gli spettacoli teatrali di Broadway. Nel 1916 inizia la sua carriera nel cinema e incontra Jack Pickford, attore e regista e fratello della famosa attrice Mary Pickford. I due si sposano e nel 1920 decidono di partire per il secondo viaggio di nozze, dopo che il primo era stato rimandato per impegni di lavoro.

Una tragica mattina Olive fu trovata morta in una stanza dell’albergo: aveva ingerito (volontariamente o per sbaglio?) del bicloruro di mercurio, prescritto al marito che soffriva di sifilide. Era il 10 settembre del 1920 ed Olive Thomas aveva 25 anni.

La leggenda narra che il fantasma di Olive si aggiri ancora oggi al New Amsterdam Theatre di New York dove aveva recitato con le Ziegfeld Follies. I tecnici del teatro e le guardie di sicurezza hanno testimoniato di aver visto il fantasma dell’attrice camminare dietro le quinte e nei corridoi, stringendo una confezione di pillole.

Fonte: SenseOfCinema e Complex