Le previsioni di Baba Vanga per il 2018… e per il futuro

Baba Vanga (il cui vero nome era Vangelija Pandeva Dimitrova) nasce a il 31 gennaio del 1911 a Strumica (oggi Repubblica di Macedonia, ai tempi impero ottomano). Ancora piccola perse gradualmente la vista a causa di un tornado che le scagliò negli occhi detriti come sabbia e polvere.

Durante la seconda guerra mondiale il nome di Baba Vanga iniziò ad essere collegata ad attività paranormali e chiaroveggenza: le persone andavano da lei sperando di avere delle cure per malattie o per trovare i familiari dispersi durante i combattimenti. Anche molti leader politici e persone famose si recarono da lei per aiuti, consulti e consigli.

La donna morì a 85 anni l’11 agosto del 1996 per un tumore al seno.

Alcune fonti sostengono che Baba Vanga predisse molti fatti, alcuni poi tristemente famosi come la disgregazione dell’Unione Sovietica, il disastro di Černobyl’, la morte di Stalin, gli attentati dell’11 settembre, il Terremoto e maremoto dell’Oceano Indiano del 2004, e persino la Brexit.

Per il 2018 Baba Vanga ha lasciato due previsioni:
1. la Cina diventerà la superpotenza del mondo prendendo il controllo sugli Stati Uniti
2. sarà scoperta una nuova forma di energia su Venere

Mentre aspettiamo notizie sull’avvenimento di queste ipotesi (del resto siamo solo ad agosto!), vediamo cosa la donna ha visto per il nostro futuro.

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Il mistero del doppelganger di Abraham Lincoln

Il termine Doppelgänger (letteralmente “doppio viandante”) si riferisce al sosia o al doppio di una persona, specialmente se si parla di un “gemello cattivo”. Secondo alcune leggende vedere il proprio doppelganger è un presagio di sfortuna, di grave malattia o addirittura di morte.

Cosa c’entra questo con Abramo Lincoln? Il famoso presidente era un uomo onesto e affidabile ma molto superstizioso e credeva nel paranormale.

Un misterioso avvenimento riguardante un doppelganger venne raccontato dallo stesso Lincoln al giornalista Noah Brooks e riportato poi nel testo Washington in Lincoln’s Time del 1895. Il presidente riferì l’accaduto anche alla moglie Mary Todd e al suo segretario privato John Hay, persone di cui si fidava ciecamente.

“È accaduto poco dopo la mia elezione nel 1860: ero abbastanza stanco e sono andato a casa a riposare, buttandomi su un divano. Di fronte a dove giacevo c’era uno specchio e, guardando in quel vetro, mi vidi riflesso quasi in tutta la lunghezza ma la mia faccia aveva due immagini distinte e la punta del naso di una si trovava a circa tre pollici (7 centimetri, ndr.) dalla punta dell’altra. Ero un po’ preoccupato, forse sorpreso, mi alzai e guardai di nuovo ma l’illusione era scomparsa. Mi sdraiai e la rividi per la seconda volta, e notai che uno dei volti era un po’ più pallido – diciamo cinque sfumature – rispetto all’altro. Mi alzai, l’effetto svanì e me ne andai, e nell’eccitazione dell’ora dimenticai tutto – ma non del tutto, perché ogni tanto il pensiero mi assaliva. Pochi giorni dopo rifeci l’esperimento e la ‘cosa’ tornò di nuovo; in seguito non sono mai più riuscito a riportare indietro il fantasma, anche se una volta ho cercato con molta diligenza di mostrarlo a mia moglie, che era piuttosto preoccupata”.

La storia venne anche riportata nella biografia scritta da Carl Sandburg del 1926:

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6 misteri del corpo umano che nemmeno gli scienziati riescono a spiegare

Il corpo umano è una macchina perfetta. Eppure ci sono alcune funzioni e organi che nemmeno i medici e gli scienziati sanno spiegare.

1. SBADIGLIARE
Sbadigliamo quando abbiamo sonno, sbadigliamo quando abbiamo fame e sbadigliamo quando siamo annoiati. Sbadigliamo anche quando vediamo qualcuno che sbadiglia, come se fosse contagioso. Avete sbadigliato guardando la foto qui sopra? Io sì.

Eppure la scienza non ha ancora capito a cosa serve. Ci sono in effetti diverse teorie: uno studio ha ipotizzato che lo sbadiglio sia un gesto involontario per immettere ossigeno nel sangue.

Un’altra ricerca ha considerato che sia un modo per “raffreddare” il cervello quando si surriscalda, ad esempio quando non dormiamo abbastanza.

Secondo alcuni scienziati lo sbadiglio, invece, è una delle nostre funzioni corporee più primitive e inconsce, comune in ogni animale. E lo facciamo fin dalla nascita.

E lo sbadiglio contagioso? Uno studio lo collega all’empatia ma un’altra ricerca parla di “collegamento con la società dei nostri antenati primitivi, quando la comunicazione verbale era più limitata, e sbadigliare era un segnale sociale”.

2. L’APPENDICE
Se sei stato operato di appendicite ti sarai sicuramente chiesto: a cosa serve? Sopravviverò anche senza? Quindi, perché ce l’abbiamo?

Secondo Wikipedia l’appendice è “una formazione tubulare facente parte dell’intestino crasso e rappresenta una delle vestigia filogenetiche del corpo umano” senza però spiegare il suo reale scopo. Probabilmente nei nostri antenati l’appendice aveva una qualche funzione particolare, a noi ora sconosciuta perché abitudini e alimentazione l’hanno modificata.

Secondo invece Loren G. Martin, professore di fisiologia presso l’Oklahoma State University, l’appendice ha un ruolo importante nello sviluppo del feto e nei bambini poiché mantiene il corpo in buone condizioni.

Alcuni medici aggiungono che l’appendice può essere utile se manca la vescica urinaria. Martin spiega che si può infatti “trasformarla” in uno sfintere urinario sostitutivo.

3. LE TETTE GRANDI
Forse non ci hai mai pensato ma gli umani sono gli unici mammiferi dove il seno può essere più o meno grande. E perché?

Alcuni scienziati ritengono che il seno umano sia il risultato dell’evoluzione collegata alla lattazione. Florence Williams, autrice di Breasts: A Natural and Unnatural History, è convinta che le grandi tette sono probabilmente il risultato della selezione dell’allattamento ma anche preferenza sessuale maschile.

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Gli inquietanti misteri dello strano aeroporto di Denver

Può un aeroporto essere inquietante? Sì, se si tratta dell’aeroporto di Denver. I tanti misteri che si nascondono tra le sue mura sono da sempre fonte di domande e di cospirazioni. Scopriamone 6.

1. Cominciamo proprio dall’inizio: il DIA (Denver International Airport) è stato costruito nonostante a Denver esistesse già una struttura funzionante, l’aeroporto di Stapleton. Beh, direte voi: Denver ora ha due scali no? Come Malpensa e Linate di Milano. No, Stapleton venne chiuso. Ed aveva più piste del DIA. Perché?

2. Se guardiamo su google maps la veduta aerea dell’aeroporto vedremo che le piste ricordano la forma di una svastica. Non è una formazione normale, ma un rappresentante dell’aeroporto ha spiegato che le piste sono progettate così in modo che possano essere utilizzate contemporaneamente e indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, poiché nessuna si sovrappone all’altra. Secondo lui la forma “assomiglia ad una girandola” e non ad una svastica.

3. Ma avviciniamoci all’aeroporto. Veniamo accolti all’esterno da una spaventosa statua di 10 metri di un cavallo blu dai lampeggianti occhi rosso inferno, chiamato “affettuosamente” Blucifer. Il Blue Mustang venne commissionato nel 1993 all’artista Luis Jimenez che però morì durante la lavorazione: nel 2006 la testa di Blucifer cadde sull’uomo recidendogli un’arteria della gamba. La statua venne completata dallo staff dell’artista, dalla sua famiglia e dagli amici. Blucifer fu così consegnato all’aeroporto di Denver nel 2008 raccogliendo moltissime critiche e tantissimi nomignoli spaventosi come The blue stallion of death (Lo stallone blu della morte), Satan’s steed (Il destriero di Satana), Diablo e The untamed mustang of the apocalypse (Il selvaggio mustang dell’apocalisse). Ma Blucifer rimane quello preferito da tutti. E quello perfetto, aggiungerei.

E non finisce qui… Entriamo nell’aeroporto:

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11 strane e misteriose curiosità sull’inquietante morte di Edgar Allan Poe

Dici Edgar Allan Poe e pensi a letteratura horror, thriller, brividi, mistero. Ma forse non sapete che anche la sua morte a soli 40 anni (il 7 ottobre 1849) è avvolta nel mistero. Oggi vi raccontiamo 11 curiosità poco conosciute sulla sua scomparsa.

1. Una settimana prima della sua morte un dottore gli aveva consigliato di non viaggiare. Un amico medico di nome John Carter gli consigliò di rimanere a Richmond qualche altro giorno prima di partire per il viaggio che doveva portarlo a Filadelfia per lavoro. Eppure lo scrittore partì lo stesso.

2. Il 3 ottobre 1849 lo scrittore fu ritrovato per le strade di Baltimora “bisognoso di immediata assistenza”. Delirava e non indossava i suoi vestiti.

3. Poe fu portato all’ospedale, entrò in coma, si svegliò ma morì domenica 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino. Non fu mai in grado di spiegare ai medici cosa fosse successo.

4. Il medico curante di Poe, John Moran, gli chiese dove aveva lasciato il bagaglio, ma Poe non ricordava niente. Qualche settimana dopo suo cugino trovò un bagaglio a Baltimora e un baule a Richmond.

5. Alcuni sostengono che Poe, prima di morire, continuasse a nominare “Reynolds” ma nessuno sapeva a chi si riferisse.

6. Il certificato di morte non è mai stato ritrovato. La causa del decesso è ancora oggi un mistero. Le ipotesi sono tantissime: delirium tremens, cardiopatia, epilessia, sifilide, meningite, colera, rabbia, congestione del cervello o infiammazione cerebrale.

7. Quattro giorni prima della sua morte, Poe fu visto in un seggio elettorale durante le elezioni comunali di Baltimora. Si trattava probabilmente di frode (denominata “cooping”): le vittime venivano drogate e costrette a votare in un seggio elettorale dopo l’altro.

8. Dopo la sua morte molti ammiratori di Poe sono riusciti ad avere un ciuffo dei suoi capelli. L’amico Joseph Snodgrass ha tagliato una ciocca che ora è di proprietà del Museo Poe di Richmond.

9. Rufus Wilmot Griswold, nemico personale e professionale di Poe, scrisse il necrologio che apparve su un giornale. Lo ritraeva come un drogato di oppio, pazzo e ubriaco. Inoltre sottolineò che basava la sua letteratura sulle esperienze personali.

10. I cugini di Poe lo seppellirono il giorno dopo la sua morte. I partecipanti alla cerimonia erano solo 7 persone.

11. Nel 1860 la medium Lizzie Doten pubblicò alcune poesie e sostenne che le fossero state dettate dal fantasma di Poe.

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La storia di Olive Thomas, il fantasma del New Amsterdam Theatre

OLIVE THOMAS

Olive Thomas (all’anagrafe Oliva R. Duffy) nasce il 20 ottobre 1894 ed è conosciuta come attrice del cinema muto e diva delle Ziegfeld Follies. Ma torniamo un attimo indietro: a 16 anni Olive sposa Bernard Krug Thomas ma divorziarono due anni dopo. Olive, a questo punto, decide di trasferirsi a New York dove trova lavoro in un grande magazzino. Ma nel 1914 tutto cambia quando Olive vince il concorso de La più bella ragazza di New York e viene notata dal famoso impresario Florenz Ziegfeld che la inserisce nelle Ziegfeld Follies, gli spettacoli teatrali di Broadway. Nel 1916 inizia la sua carriera nel cinema e incontra Jack Pickford, attore e regista e fratello della famosa attrice Mary Pickford. I due si sposano e nel 1920 decidono di partire per il secondo viaggio di nozze, dopo che il primo era stato rimandato per impegni di lavoro.

Una tragica mattina Olive fu trovata morta in una stanza dell’albergo: aveva ingerito (volontariamente o per sbaglio?) del bicloruro di mercurio, prescritto al marito che soffriva di sifilide. Era il 10 settembre del 1920 ed Olive Thomas aveva 25 anni.

La leggenda narra che il fantasma di Olive si aggiri ancora oggi al New Amsterdam Theatre di New York dove aveva recitato con le Ziegfeld Follies. I tecnici del teatro e le guardie di sicurezza hanno testimoniato di aver visto il fantasma dell’attrice camminare dietro le quinte e nei corridoi, stringendo una confezione di pillole.

Fonte: SenseOfCinema e Complex

La leggenda del leone nero

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Forse vi sarà capitato di vedere online delle foto di Leoni Neri. Ma esistono? Il melanismo (da Wikipedia, of course) “è un eccesso di pigmentazione nera o quasi nera di pelle, piume o peli, in un organismo individuale o in un tipo di organismi. Più tecnicamente, si riferisce ad un fenotipo nel quale la pigmentazione di un organismo è espressa completamente, o quasi completamente”. Quindi, in poche parole, un animale, non scuro in origine, può presentarsi nero. Ci sono.

Prendiamo le foto qui sopra. E’ ovviamente opera di photoshop; ma esistono veramente i leoni neri? Lasciamo la parola al Dr. Karl Shuker (zoologo e scrittore britannico, attivo nel campo della criptozoologia):

“Non esistono avvistamenti confermati e ci sono solo poche voci, anch’esse non documentate. Probabilmente i leoni neri avvistati erano individui di colore marrone scuro o leoni che si erano rotolati nel fango”.

Screenshot - 22_01_2017 , 15.07

Fonte: KarlShuker